Scout Cittadella 2

fare del proprio meglio... per esser pronti... a servire

  
  

La nostra sfida

Sabato 28 e domenica 29 gennaio 2017 si è svolto il Challenge: una sfida di abilità tra tutti i noviziati della zona Padova del Brenta. Sabato pomeriggio ci siamo ritrovati a Gazzo (PD) e, formate le pattuglie prestabilite, non vedevamo l’ora di dare il via alla gara! Il nostro scopo era quello di completare il maggior numero di prove con il miglior punteggio possibile; pur sapendo in anticipo in cosa consistevano le varie basi le difficoltà non sono mancate. Le sfide erano 4: arrampicata, accensione di un fuoco in situazioni sfavorevoli, pioneristica (nodi e costruzioni) e utilizzo del linguaggio morse. Per trovare le basi ci è stata data una cartina muta di Gazzo e dei paesi vicini, le coordinate geografiche di ogni base e un coordinatometro per trovarle sulla cartina. Alle 19, dopo lunghe camminate per strade sconosciute, le basi hanno chiuso e tutti noi dovevamo tornare al punto di partenza per montare le tende e soprattutto per cenare. Fatto ciò ci siamo riuniti per un breve fuoco di bivacco e la giornata si è conclusa con una breve veglia di riflessione. Siamo quindi entrati nelle nostre tende per la notte. Nonostante la stanchezza, dormire è risultato difficile a tutti a causa del gran freddo.

Alle 7 eravamo già svegli e desiderosi di ripartire per completare le prove rimanenti. Dopo la colazione ci siamo ritrovati esattamente come il giorno prima, girovaghi tra le strade e le case a caccia di una nuova base da affrontare. A mezzogiorno siamo tornati definitivamente a Gazzo dato che il tempo delle sfide era terminato. Dopo la messa e il pranzo ci sono state le premiazioni e con orgoglio abbiamo conquistato il 3^ posto e un po’ di fatica è stata ripagata. Al termine dell’evento, dopo i saluti, ognuno di noi è tornato a casa un po’ più stanco ma soprattutto arricchito da una nuova, unica esperienza scout.

 

challenge 2017 aZibellino Tempestoso

Flamingo Frizzante

Giaguaro Attento

L'uscita delle partenze

Lo scorso mese noi Rover e Scolte del clan Ra abbiamo affrontato l’uscita delle partenze, occasione molto sentita di un anno scout: i cosiddetti partenti, l’annata del ’96, dopo aver completato il loro percorso con noi avrebbe dovuto lasciare il clan.

Sabato 12 novembre abbiamo preso il treno a Castelfranco, direzione Cornuda. Arrivati a destinazione abbiamo camminato fino alla base scout chiamata “Ranetta”, situata in un tranquillo luogo ai piedi di un monte. Dopo una rapida sistemazione abbiamo subito iniziato le attività, che per l’occasione erano state organizzate dai partenti. Consistevano in un gioco sui quattro punti fondamentali del clan: la comunità, la strada, la fede e il servizio. Finito le nostre attività abbiamo cenato con la “sbobba”, preparata anch’essa con tanto amore dai partenti.

Dopo aver pulito e sistemato, ci siamo divertiti per un’oretta al fuoco di bivacco con giochi e canzoni, sempre preparati per noi dai partenti. È infine arrivato il fatidico momento della cerimonia. È stata solenne e toccante, piena di spunti di riflessione anche per noi che non eravamo i protagonisti. Dopo aver salutato i partenti ci siamo coricati nelle nostre stanze. Il mattino seguente ci siamo svegliati molto presto, perché ci attendeva una piacevole camminata verso il Santuario della Madonna della Rocca di Cornuda, con una bellissima vista sulle montagne dietro di noi. Scendendo verso la stazione abbiamo toccato con mano l’assenza dei partenti … da oggi dovremo impegnarci ancora di più.

 

Ancora una volta buona strada a tutti voi.

Tommaso, Davide, Francesco

 

 

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Tutti gli infuocati colli toscani portano a Roma

7 Agosto 2016 : Il clan Ra del gruppo Cittadella 2 è pronto per la Route anche quest’anno. Classica

partenza dal parcheggio di Villa Rina per dirigersi verso San Miniato, deliziosa cittadina della Toscana e primo punto del nostro itinerario; fin da subito, oltre al solito peso dello zaino, si sono fatte sentire le alte temperature del centro Italia. Arrivati a Pieve di Coiano, al calar del sole, abbiamo montato le nostre tende tra i meleti e abbiamo approfittato della notte stellata per cantare al fuoco di bivacco. La mattina successiva, diretti a Pancole, abbiamo ammirato il caratteristico paesaggio toscano che si perdeva a vista d’occhio in mezzo ad innumerevoli vigneti e oliveti.

Il giorno dopo, ultimo giorno di cammino, sapevamo che ci avrebbe aspettato l’Hike. Una volta arrivati a San Gimignano, infatti, i nostri capi ci hanno diviso in pattuglie ognuna delle quali era autonoma nella gestione di ogni cosa. L’hike è un’esperienza fondamentale della route poiché permette di conoscersi meglio e di riflettere sul proprio percorso.

Il mattino seguente ci siamo ritrovati tutti insieme ad Abbadia Isola, nei pressi di Monteriggioni, per prendere l’autobus che ci avrebbe portato a Siena da cui avremmo poi raggiunto Roma.

Giunti a Roma siamo stati accolti nella sede del Roma 113 in cui abbiamo passato gli ultimi tre giorni di route. I nostri capi ci hanno sorpreso con una gita al mare presso Ostia e, dopo esserci svagati a dovere, abbiamo assistito ad un incontro con un’associazione volta ad informare giovani e non sulla situazione politica europea.

 

La giornata successiva è stata colma di emozioni: infatti abbiamo potuto terminare il nostro pellegrinaggio, quello svolto nei giorni precedenti lungo la via Francigena, passando attraverso la porta Santa di San Pietro, recitando davanti al maestoso baldacchino del Bernini la preghiera del Giubileo.

 

L’ultimo giorno l’abbiamo vissuto da veri e propri turisti: divisi in due gruppi abbiamo visitato le zone più importanti di Roma scattando delle foto per testimoniare il nostro passaggio, vivendo così appieno le nostre “vacanze romane”. Nel tardo pomeriggio ci siamo infine diretti verso Roma Termini per prendere il treno del ritorno a casa. Contenti ma stanchi ci siamo salutati, anche quest’ anno felici di essere arrivati sani e salvi e premurosi per il futuro anno Scout che ci aspetta a breve.

 

Fennec Accorto - Giulia Cecchetto, 

Anemone Sorpreso - Elena Maria Campagnaro.

 

La Sardegna: meta della nostra Ross!

Un’occasione e un’esperienza insostituibile per tutti gli scout quella della ROSS, acronimo per indicare la Route di Orientamento alle Scelte di Servizio.
Si tratta di un evento rivolto ai partenti dell’ultimo anno del Clan che si apprestano ad uscire dalla comunità. È un’opportunità per fare sintesi della propria esperienza scout, attraverso significativi confronti e riflessioni, utili e necessari per scoprire e comprendere la vita dedicata al servizio. “Servizio” che non va inteso esclusivamente in senso educativo all’interno dell’AGESCI, ma, soprattutto, quale tangibile impegno che ciascun uomo e donna del clan intende donare alla comunità di cui fa parte al momento della sua partenza. 
Disposti a vivere intensamente i nostri giorni di ROSS, abbiamo optato per una meta davvero esclusiva: la Sardegna! Con una trentina di scout da tutta Italia provenienti da Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Lazio e Campania, abbiamo partecipato alla Route mobile che si è tenuta nelle vicinanze di Cagliari dal 22 al 26 aprile.
Dopo le parole di benvenuto del Sindaco di Cagliari nella sala della giunta comunale, è iniziata ufficialmente la nostra avventura....
Durante il campo abbiamo approfondito i principali punti del Roverismo: Strada, Comunità, Fede e Servizio.
Molto significative sono state per noi le e s p e r i e n - ze presso la Residenza Sanitaria di assistenza ai malati a Quartu S. Elena, mentre toccante è stato l’incontro e la testimonianza con il missionario Padre Alberto, in termini di gratuità e fede nel servizio. Abbiamo potuto vivere momenti di pura essenzialità con L’Hike francescano, sperimentando le incertezze e i dubbi che l’affidarsi e il fidarsi del prossimo comportano; chiedendo ospitalità porta a porta in coppia, è stato possibile metterci nei panni di chi l’accoglienza la ricerca ogni giorno, confidando nella disponibilità della comunità. Siamo tornati a casa arricchiti dalle relazioni, dai volti, dagli sguardi della gente incontrata, dalle esperienze e dai momenti vissuti assieme ad una Comunità che, pur nascendo dalle diversità di ciascuno di noi, ci ha permesso di comprendere e vivere a fondo le motivazioni che sono alla base del “servizio”, inteso come ricerca personale della propria vocazione cristiana e modo di rispondere alla chiamata di Dio.

Giulio Simioni Wallaby Cortese Giacomo Scapin Camoscio Timido

Challenge: la sfida

Il pomeriggio del 23 Gennaio 2016 decine di ragazzi e ragazze d’età compresa tra i 16 e i 17 anni si riuniscono nei pressi della chiesa di Grossa (comune di Gazzo) pronti ad imbarcarsi in una nuova avventura. Sta infatti per avere il via uno degli eventi, se non l’evento, più attesi ed apprezzati dai Clan di tutta Italia: il Challenge, una competizione in puro stile Scout della durata di due giorni durante la quale i 18 Gruppi partecipanti si danno battaglia per dimostrare le proprie competenze in materia di scoutismo e per conquistare il titolo di Miglior Noviziato della zona di Padova del Brenta. Al momento dell’inizio della gara i partecipanti vengono divisi in coppie composte da membri di gruppi diversi e ad ognuna di esse è consegnata una cartina della zona, un coordinatometro UTM ed un Diario di viaggio. Il gioco consiste nell’utilizzare le coordinate fornite dai Capi per localizzare le 6 basi sparse per tutta Grossa, per poi raggiungerle ed affrontare la prova che ci si troverà di fronte. Vi sono 4 prove, ognuna situata in una differente base: – Arrampicata: creazione di un’imbracatura di corda e breve arrampicata; – Trappeur: qui viene richiesto di preparare uno dei cibi fondamentali della cucina alla trappeur, ovvero il pane; – Segnalazione: una delle prove classiche di ogni competizione scout, segnalazione richiede di saper trasmettere e ricevere messaggi anche complessi tramite codice Morse e semaforico; – Sorpresa: questa prova viene cambiata ad ogni edizione del Challenge, quest’anno è stato chiesto di costruire strutture da campo (panche, treppiedi) con corde e pali di legno.

Le due basi in cui non è presente nessuna prova sono dette “di passaggio” o “non presiedute” e, una volta raggiunte, è sufficiente applicare il timbro relativo sul Diario per poi proseguire.
Dopo ogni prova svolta, alla coppia vengono assegnati dei punti in base alle competenze, allo stile e al comportamento dimostrati, lo scopo dei partecipanti è ovviamente quello di ottenere la maggior quantità di punti possibile per sconfiggere le altre coppie in gara. Al termine della prima giornata si fa ritorno alla chiesa e si piantano le tende per la notte, segue poi la cena ed un momento di riposo per poter tirare il fiato e condividere con gli altri le esperienze vissute. Prima di concludere la serata si prende parte alla veglia organizzata dai Capi: ci è stato mostrato un montaggio di tutte le foto scattate durante le avventure del giorno, accompagnato da un brano di B. Powell che incoraggia i giovani a prendere il controllo della propria vita e ad avere coscienza delle proprie scelte, evitando di lasciarci trasportare dalle decisioni di altri. Ogni coppia ha poi legato un pezzo di stoffa attorno ad un remo, simbolo della volontà di guidare la propria vita in modo sicuro e indipendente.
Infine, abbiamo formato un cerchio all’esterno della chiesa e ognuno di noi ha acceso una fiaccola a partire da un solo braciere per indicare come da una sola fiamma se ne possano accendere infinite altre, esattamente come i buoni propositi, la generosità e l’amore di una persona possono essere trasmessi a molti altri. Giunge quindi la mattina di Domenica e non c’è tempo da perdere, si smontano le tende e si consuma la colazione per ripartire immediatamente alla volta delle basi, nella speranza di ottenere qualche altro punto prima del termine della competizione.
Purtroppo il tempo non è molto e dopo qualche ora ci si ritrova nuovamente in cerchio pronti a concludere il Challenge e ad annunciare la coppia vincitrice che si aggiudicherà il remo della veglia di Sabato, adornato dai nomi dei partecipanti. Anche quest’anno il Challenge è finito, dopotutto due giorni passano in fretta, ma quest’esperienza è di grande ispirazione per noi ragazzi poiché ci dimostra come mettersi in gioco lasciandosi tutto alle spalle e fidandosi solo delle proprie capacità sia l’unico modo per scoprire cose nuove, stringere amicizie e conoscere meglio se stessi.
Proprio per questo il Challenge ha questo nome, perché solo se siamo pronti ad affrontare nuove e diverse sfide ogni giorno siamo in grado di crescere, come Scout e come persone.

Valerio (Procione Loquace)

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